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The Fog In The Shell è una grande scoperta. Canzoni perfettamente equilibrate, mai una nota fuori posto, quegli arpeggi deprimenti un po' tribesofneurot un po' younggod e un po' fogintheshell, quel genere di tristezza dark che ammanta la voce nelle rare occasioni in cui si fa sentire… pura oscurità musicale. Disco postrock di questo inizio anno, A Secret North si articola quasi esclusivamente lungo lunghe suite strumentali semi-acustiche fatte di continui crescendo ed esplosioni quasi sempre negate, lasciando all'elettricità il solo momento di A Man Escape e della conclusiva I Can Be The Chaos, They Can Be The Structure (un crescendo di rimbombi fenomenale). Un lavoro nervosissimo, costantemente sul punto di esplodere ma mai sopra le righe. La stessa sensazione di fastidio esistenziale che possiamo cogliere nel recente lavoro di Neurosis e Jarboe, la stessa ridondanza del doom più catacombale, prosciugato oltretutto di ogni sfaccettatura "rock" che possa in qualche modo lasciar intravedere vie di scampo. La stessa depressione che ti coglie in una giornata di pioggia come quella in cui mi accingo a parlarne, di cui A Secret North è perfetto contrappunto musicale. Abbiateli accanto in questi cambi di stagione, potrebbero salvarvi la settimana. !

Francesco Farabegoli