from Losing Today, Italia

Nati a Milano nel 1997 Fog In The Shell hanno vissuto varie formazioni fino a giungere a questo esordio, targato Dufresne (etichetta di Montemurlo, nei pressi di Prato). La bio cita un'evoluzione passata tra Pavement, Sebadoh, Codeine, nel segno di un progressivo rallentamento di un incombente rarefazione. Questi sei pezzi (per una quarantina di minuti di durata) ne sono la riprova, seppure in parte: chitarre minime, suoni soffusi, pallidi tappeti, una vocalità fatta per lo più sussurrata. Non solo questo: non momnti di maggior dinamismo, qundo le chitarre si fanno più spesse, e dove la sezione ritimica lascia le derive ipnotiche per prendere il timone ora con prepotenza ('A Man Escaped'), ora in un nevrotico sfarfallio (la conclusiva 'I Can Be The Chaos, I Can Be The Structure'). Il resto è lasciato alla volontà di chi ascolta di farsi assorbire dallo scenario per coglierne le sfumature, che siano dialoghi cinematografici, strumenti tradizionali, o campionamenti del lontano oriente. Un disco da sorseggiare piano, dal quale farsi lentamente suggestionare.

Marcello Berlich